|
| |


Il cosiddetto fenomeno delle "voci
elettroniche" (o EVP, Electronic Voice Phenomena),
conosciuto anche col nome di psicofonia o metafonia o transcomunicazione
strumentale, è un presunto fenomeno paranormale che riguarda la manifestazione
di voci (ed eventualmente anche immagini) di origine apparentemente non umana in
registrazioni, ricezioni o amplificazioni tramite strumentazione elettronica.
Tale fenomeno risulta spiegabile come semplice apofonia (cioè significati in
dati casuali o senza alcun senso) o pareidolia (interpretare dei suoni casuali
come emessi da una voce che parla la nostra lingua)
La tipologia più conosciuta di questo presunto fenomeno è rappresentata dalla
registrazione anomala di voci (di solito poco chiare), attribuite a spiriti, su
un nastro magnetico o supporti digitali, oppure la loro ricezione tramite una
radio, un televisore o persino su un computer o un telefono.
Secondo i suoi sostenitori, tale fenomeno permetterebbe di entrare in contatto
con i defunti e l'aldilà, o comunque con una dimensione diversa dal piano
fisico, permettendo un contatto con entità intelligenti di origine ignota, che
interagirebbero attivamente alle domande che vengono poste. Non vi è alcuna
prova scientifica di ciò e la psicofonia non ha mai trovato alcun credito
nell'ambito della comunità scientifica, ricadendo nell'ambito della
pseudoscienza.
Comunicare con l'aldilà con la tecnologia:
l'annuncio
Dal 1934 in una seduta spiritica con una
medium, Bice Valbonesi e alla presenza dell'allora presidente della Società
Italiana Studi Psicofonici, l'ingegner Lorenzo Mancini affermò di aver ricevuto
un messaggio da una entità che diceva di essere uno scienziato e annunciava che
«negli anni a venire sarebbe stato scoperto nel campo dell'elettromagnetismo
qualcosa che avrebbe consentito di parlare coi defunti in maniera diretta»
La posizione della chiesa e le opinioni di
alcuni ecclesiastici
Il presunto fenomeno delle voci elettroniche - al pari
dello spiritismo e di altri fenomeni medianici - non è in alcun modo
riconosciuto dalla Chiesa cattolica; tuttavia nel corso del tempo alcuni
ecclesiastici hanno, esclusivamente a titolo personale, espresso un qualche
interesse nei confronti di tale possibilità. Nonostante queste limitate
aperture, la posizione ufficiale della Chiesa cattolica e di quelle protestanti
rimane quella di proibire i tentativi di comunicazione tra fedeli e spiriti in
ogni caso. Le religioni cristiane hanno sempre combattuto la comunicazione con
gli spiriti, considerata di per sé reale, ma interpretata come opera di natura
luciferina e demoniaca, pertanto vietata poiché considerata pratica satanica
eminentemente maligna, e come tale pericolosissima per via di un divieto biblico
della legge mosaica che proibisce ogni forma di divinazione.
Secondo lo scrittore e religioso francese François Brune, autore di un
bestseller sull'argomento nel 1952 furono testimoni di questo genere di fenomeni
al Laboratorio di Fisica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano
anche il rettore e fondatore della stessa padre Agostino Gemelli e il suo amico
e collaboratore padre Pellegrino Ernetti (il quale diventerà celebre per
l'asserita e mai dimostrata invenzione del cosiddetto cronovisore, una macchina
del tempo che avrebbe permesso i viaggi nel passato); Brune sostiene che costoro
ne informarono immediatamente il Vaticano nella persona di papa Pio XII, il
quale li avrebbe incoraggiati negli esperimenti, dicendo: "Caro padre Gemelli,
non ha davvero nessun motivo di preoccuparsi. L'esistenza di queste voci è un
fatto rigorosamente scientifico. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra
angolare di un edificio per gli studi scientifici che rafforzerà la fede della
gente nell'Aldilà".
Papa Paolo VI avrebbe inoltre scritto queste parole: "In Vaticano ho incontrato
un atteggiamento favorevole nei confronti della metafonia"[4] quando nominò
Friedrich Jürgenson, famoso ricercatore del fenomeno delle voci elettroniche,
Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio.
Padre Pistone, Superiore della Società di San Paolo in Inghilterra, dopo i
colloqui con i defunti rilasciò la seguente dichiarazione: "Nelle Voci non vedo
niente di contrario agli insegnamenti della Chiesa Cattolica; sono qualcosa di
straordinario ma non c'è ragione di temerle, né vedo alcun pericolo"
Il Giusto Reverendo Mons. Prof. C. Pfleger commentò: "I fatti ci hanno dato la
consapevolezza che fra la morte e la risurrezione c'è un altro stadio di
esistenza post mortem. La teologia cristiana ha poco da dire riguardo a questo
stadio"
Padre Gino Concetti, uno dei teologi più competenti del Vaticano, ha detto in
una intervista: "Secondo il catechismo moderno, Dio consente ai nostri cari
defunti, che vivono in una dimensione ultra-terrena, di inviare messaggi per
guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La Chiesa ha deciso di
non proibire più il dialogo con i morti, a condizione che questi contatti siano
motivati da seri propositi religiosi e scientifici"
Il cugino di papa Pio XII, Gebhard Frei, parapsicologo noto a livello
internazionale e presidente della Società Internazionale dei Parapsicologi
Cattolici affermò: "Tutto ciò che ho letto e sentito mi obbliga a credere che le
voci provengono da entità trascendentali e individuali. Mi piaccia o no, non ho
il diritto di dubitare della genuinità delle voci"
Alcune prime apparecchiature di Marcello Bacci
Marcello Bacci all'inizio della sua attività di sperimentatore utilizzò sempre
registratori magnetici interamente transistorizzati, in particolare il Saba
Hi-Fi 554 Stereo provvisto di quattro tracce con le seguenti caratteristiche:
due velocità: 9,5 e 4,75 cm/s
premagnetizzazione: 55 kHz
campo di risposta: da 40 Hz a 8 kHz a 9,5 cm/s
campo di risposta: da 40 Hz a 6 kHz a 4,75 cm/s
sensibilità d'ingresso: da 0,2 mV a 40 mV su impedenza di 2 khom
Valori che a quei tempi (1970) erano considerati di tutto rispetto. Il
registratore veniva utilizzato come per una comune registrazione con l'unica
eccezione che nella capsula microfonica di entrambi i microfoni (sinistro e
destro) erano inseriti due diodi al germanio OA90 ai quali era collegato uno
spezzone di filo di una decina di centimetri fungente da antenna. Le voci
ricevute con questo sistema assommarono a circa trentamila. Questa ingente mole
di voci fu sottoposta all'esame di altri studiosi per tentarne una
classificazione. Il lavoro di tassonomia non si dimostrò semplice in quanto
all'interno di una singola registrazione concorrevano anche più voci così
ripartite a fine analisi:
5% - voci umane, facilmente riconoscibili anche da persone che per la prima
volta assistono al fenomeno;
20% - voci forti, chiare ma scandite molto velocemente e non tutte
comprensibili;
25% - voci àfone: voci che richiedono una grande esperienza nell'ascoltatore;
10% - voci metalliche di difficile comprensione;
40% - voci afone molto deboli e incomprensibili
Il registratore di Raudive
Qualunque genere di dispositivo di ricezione venga adottato per captare le voci
il registratore è l'elemento comune e fondamentale di laboratorio in quanto
permette di fissare nel tempo le esperienze. Per gran tempo la scelta obbligata
fu il nastro magnetico nelle due presentazioni commerciali: in bobina o in
cassetta. Raudive aveva un consulente tecnico ed anche collaboratore il quale ha
lasciato progetti e descrizioni di vari dispositivi di captazione ed anche uno
spettrografo per le analisi delle voci. Si tratta dello svizzero Alex Schneider
di St. Gallen (vedasi sezione Note). Questo studioso relaziona che Raudive fa
praticamente tutte le registrazioni con il Telefunken M. 85 (a valvole che non
viene più fabbricato). La relazione dello Schneider, allegata al libro di
Raudive, non è datata ma si presume possa essere stata stilata verso i
primissimi anni settanta del Novecento. Le caratteristiche tecniche
dell'apparecchio registratore erano le seguenti:
Due velocità: 9,5 cm/s (molto usata), 19 cm/s, a doppia traccia
Risposta di frequenza: da 30 a 20.000 Hz per i 19 cm/s
Sensibilità d'ingresso al massimo volume di registrazione: entrata del microfono
2,5 mV su 2 Mohm; entrata radio 2,5 mV a 100 kohm.
La parte della relazione tecnica dedicata alle caratteristiche tecniche del
magnetofono valvolare si chiude con una osservazione, sempre dello stesso
Schneider, qui riportata nella traduzione in italiano: Comunque, le voci sono
assolutamente indipendenti dal tipo di radio, di microfono o di registratore.
Cenni sulle apparecchiature riceventi
Tre schemi usati originariamente da Konstantin Raudive

Konstantin Raudive si avvalse della consulenza tecnica e della collaborazione
del fisico svizzero Alex Schneider il quale, fra i vari contributi, progettò una
serie di dispositivi elettronici che avrebbero avuto il compito di permettere la
ricezione delle voci. Sempre lo Schneider, circa 40 anni fa, relazionava che il
fenomeno delle voci sotto l'aspetto essenzialmente fisico è ancora misterioso e
che i tentativi di registrazione risultano condizionati dalle direttive delle
voci captate, o sono affidati al caso concludendo che ogni sperimentatore
elabora un proprio metodo.
Raudive cercava sulla scala delle onde medie un punto
dove è più facile trovare la fascia di rumore bianco mentre invece altri
sperimentatori cercano espressamente il momento nel quale una stazione emittente
prima dell'inizio dei programmi lascia per qualche minuto solo l'onda portante.
Schneider, parlando del manifestarsi delle voci, evidenzia un processo di
selezione sconosciuto ai fisici: Raudive eseguiva alcune sperimentazioni con un
oscillatore modulato (vobbulatore) collegato direttamente alla presa d'antenna
di una radio ricevente per evitare che eventuali variazioni del segnale (phading)
o altri fattori di disturbo entrassero nell'onda portante[
L'anomalia riscontrata dallo Schneider consisteva nel
fatto che le voci, lo riscontrò e ne scrisse egli stesso, erano inspiegabilmente
più comprensibili se esiste un omogeneo rumore di fondo, mentre ci si sarebbe
dovuto aspettare il contrario. Pertanto il vobbulatore modulando l'onda portante
con una nota di bassa frequenza a 1 kHz facilitava l'emergere delle voci dal
rumore di fondo.
Carenza di uno standard strumentale fra gli
sperimentatori
Ogni sperimentatore indirizzato nella ricerca e studio filologico delle voci ha
il proprio sistema personale di ricezione: ciò nonostante ognuno di essi può
essere inscritto in tre ben distinte categorie.
Quanti affermano che la ricezione è qualitativamente migliore e si hanno
maggiori eventi positivi con apparecchiature elettroniche piuttosto economiche
ed affette da un certo rumore di fondo
Quanti affermano che le voci realmente genuine le si possono scoprire e studiare
solo con apparecchiature assolutamente professionali ma che tuttavia,
realisticamente, sarebbero al di fuori della portata economica e della capacità
di utilizzo di qualunque radioamatore anche "evoluto" e probabilmente dei
"normali" laboratori Radio-TV
Quanti affermano che è auspicabile e sufficiente l'uso di apparecchiature
semi-professionali
Come si è detto Konstantin Raudive, fin dal 1968, si
avvalse dell'aiuto del fisico Alex Schneider che diventò suo consulente tecnico
e collaboratore. La sua opera era finalizzata al progetto e costruzione di
apparecchiature che facilitassero la ricezione delle voci e come tali andrebbero
esaminate. Per esempio era un compito affidato allo stesso Schneider quello di
predisporre circuiti che impedissero la ricezione delle stazioni radio.
Lo stesso Schneider ci relaziona che una parte dei suggerimenti per la
costruzione ottimale delle apparecchiature proveniva dalle voci e dall'altra
dall'esperienza pratica di Raudive Dal punto di vista radiotecnico i tre
circuiti in figura hanno in comune un circuito risonante in parallelo e
schermato (rettangoli tratteggiati) da interferenze elettromagnetiche ma con
diverse caratteristiche se si eccettua l'uscita che per il genere di circuiti
prevedeva l'entrata ad alta impedenza di un registratore a nastro (o una
corrispondente cuffia di tipo telefonico).
La figura 1 affida la parte capacitativa all'antenna mentre l'induttanza di
circa 0,5 mH propende per un accordo sulla banda delle onde medie (300 - 3000
kHz)
La figura 2 si mostra come uno schema di base verosimilmente per la ricezione
delle UHF (300 - 3000 MHz) con tanto di dipolo in entrata
La figura 3 è circuitalmente la complementarietà della figura 1: la funzione
dell'induttanza è lasciata all'antenna.
I diodi utilizzati sono tipici dell'epoca e attualmente superati.
Scienziati famosi e voci
Un certo numero di scienziati ha manifestato il proprio interesse verso la
possibilità di comunicare con una ipotetica dimensione diversa dalla nostra per
mezzo di radiazioni elettromagnetiche e nel caso specifico per mezzo delle voci
elettroniche. Alcuni studiosi fra i quali Raudive, il fisico svizzero Alex
Schneider, e Sir Oliver Lodge misero in evidenza che Guglielmo Marconi si
avvicinasse a tale possibilità su basi diverse da quelle con le quali i cultori
poco accorti e le organizzazioni di scettici sono soliti affrontare la
questione, in quanto lo scienziato venne stimolato da voci captate dalle
apparecchiature radio che non trovavano una spiegazione razionale o comunque
verosimile. In altri termini l'interesse di Marconi era impostato su di una base
extrascientifica, come pura ipotesi di studio teorico.
Interessi e supposizioni teoriche avvinsero anche Edison il quale credeva di
potere inventare un dispositivo simile ad grammofono per mezzo del quale captare
le voci dei defunti. Sir Oliver Lodge ebbe un atteggiamento simile a Marconi ma
tuttavia a differenza di questo studioso, si conoscono e si conservano di lui
vari scritti originali, vale a dire redatti in prima persona.
tratto da http://it.wikipedia.org
per approfondimenti

|